Convegno AIEDA-Abc
Il 31 gennaio 2007 si terrà a Roma un convegno dal titolo “Scienza e beni culturali. La diagnostica: formazione e professione“. L’incontro, organizzato dall’AIEDAbc (Associazione Italiana Esperti in Diagnostica Applicata ai beni culturali) si svolgerà presso l’Aula Grande del dipartimento di Scienze della Terra – “La Sapienza”.
Il convegno, che si svolge in un’unica giornata, intende instaurare un dialogo ed una prassi che dovrà divenire costante nel tempo, tra il mondo accademico e quello del lavoro, al fine sia di collaborare insieme nell’individuare la specificità della scienza nella conservazione dei beni culturali e le necessità formative scientifiche in grado di trasformarsi successivamente in competenze professionali, sia di orientare i partecipanti sulle imprese, sulle possibilità di occupazione e sull’organizzazione del settore dei beni culturali. Partendo dalla diagnostica applicata ai beni culturali, si intende effettuare una ricognizione critica della formazione e dello stato attuale del settore dei beni culturali, con particolare riferimento al corso in Scienze applicate ai Beni culturali, che rappresenta l’attuale formazione che esplicita in maniera più evidente rispetto ad altre (archeologia, architettura…) il binomio scienza e conservazione. Il Convegno si propone di affrontare il tema delle professioni operanti nel settore, arrivando a definire l’importanza dei beni culturali come settore occupazionale, il contributo della ricerca nonché la figura del conservatore scientifico. Esaurita l’analisi dello stato di fatto si procede all’analisi delle necessità degli enti amministrativi territoriali e delle imprese. Individuati gli aspetti teorici vengono presentate alcune realtà operanti nella diagnostica dei beni culturali.
Destinatari
Il convegno è aperto a tutti coloro che da specialisti, da studenti e docenti della conservazione dei beni culturali, da semplici interessati, da studenti, ricercatori e professionisti delle materie scientifiche, intendono approfondire lo stretto legame tra scienza e beni culturali, partecipando alla ricognizione critica dello stato attuale del settore dei beni culturali, fornendo pareri e suggerimenti per una migliore simbiosi tra scienza e conservazione, sia in ambito formativo che professionale
Per ulteriori informazioni su programma della giornata, iscrizioni e pernottamento visitare il sito dell’ AIEDAbc: www.aiedabc.it
Articolo di Daniele Pipitone
Tac ad un dipinto e cartelle cliniche
La Tac svela i segreti di Antonello un altro volto sotto l’annunziata. Mi fa pensare che indagini accurate non siano state eseguite durante il restauro, ma era ora in fondo che si pensasse di fare indagini di questo tipo. Il dott. Seracini, nostro ex professore, ci ha sempre detto che sarebbe il caso di aprire delle vere e proprie cartelle cliniche per le opere d’arte, e per noi del corso di scienze e tecnologie chimiche dell’università di venezia non è una novità. Il monitoraggio dovrebbe essere periodico e non un caso isolato ma esteso all’intero patrimonio culturale. E’ vero che la cosa sarebbe dispendiosa, anche se non so quanto sia il risparmio se si aspetta che l’opera dia segni visibili di cedimento prima di intervenire, per poi spendere milioni su milioni per restauri a volte mediocri.
Speriamo sia il primo passo verso un nuovo approccio alla conservazione delle opere d’arte.
Salone dei Beni e delle Attività Culturali 2006
Si è concluso oggi il salone che ha ospitato moltissime aziende, vecchie e nuove, moltissimi stand di regioni e associazioni.
Tra gli stand regionali/provinciali ha brillato sicuramente quello della provincia di Caserta, che non smetteva mai di offrire ai visitatori vere e proprie prelibatezze. Al secondo posto la regione Sicilia che ogni anno ha uno stand veramente enorme e mette a disposizione splendidi gadget. Quest’anno inoltre ha presentato una valida guida turistica digitale, praticamente un palmare geolocalizzato che a seconda delle coordinate fornisce contenuti audio video riguardo l’arte e la storia del luogo, veramente all’avanguardia e interessante.
Segnaliamo la neonata Art-Test di Pisa che effettua indagini diagnostiche per immagini, dalla riflettografia IR a scansione alla termografia (maggiori informazioni nel sito ufficiale); questa azienda ha esposto un moderno scanner per riflettografia IR. Anche quest’anno il nostro corso di laurea era presente con uno stand dove ragazzi volenterosi davano utili informazioni agli studenti interessati.
Sono riuscito a portarmi a casa un bel fascicolo sul veneto messo a disposizione dalla regione, con delle belle foto.
Beni Culturali e ICT
-
conferenza internazionale che si terrà a firenze riguardo la conservazione dei beni culturali e l’information and communication technology
Firenzerestauro
Daniele Pipitone mi ricorda che, finalmente, il sito Firenzerestauro.it, di cui forse vi ho già parlato, ha aperto i battenti. I credit ospitano nomi di tutto rilievo: Nardini Editore per la redazione testi, foto di Antonio Quattrone, direzione scientifica diCristina Acidini (Soprintendente per il Polo Museale Fiorentino), direzione di ricerca Andrea Todorow (Conservatore Beni Culturali – Firenze), collaborazione di ricerca di Margherita Melani (Conservatrice Beni Culturali).
Non vi sembra strano che adesso i restauratori si facciano chiamare conservatori? Buon segno? Che stia cambiando la sensibilità verso una nuova conservazione (Cons-2.0) che dia un po’ più di rilievo e importanza alla diagnostica? Una direzione in tal senso è sicuramente la presenza di un direttore scientifico. Ma addentriamoci nel sito per vedere se è effettivamente così.
La città del restauro è divisa in 3 campi: ricerca, formazione e operatività.
Il sito in flash è accattivante anche se ho sempre qualche riserva riguardo questo mezzo di pubblicazione (non tutti hanno flash).
- Ricerca: si divide in Ricerca, Diagnostica e Sviluppo/Innovazione.
Troviamo molte voci su materiali lapidei, litoidi e manufatti derivati; dipinti su tavola e tela; scultura lignea, in avorio e in cera; su materiali sintetici, assemblati, dipinti; manufatti in fibre naturali, artificiali (tecnofibre), pelle, cuoio, piume; Ceramica e Vetro, Manufatti metallici; Manufatti cartacei; Materiale Archivistico, fotografico, cinematografico; Strumenti musicali ad aria, corda e percussione; strumenti scientifici e tecnici.
Le stesse voci le troviamo nella parte Diagnostica (il che ci fa intuire quanto ricerca e diagnostica siano collegate tra loro).
Il brutto del flash è che bisogna dimenticarsi del tasto “indietro del browser” altrimenti ci tocca ricominciare daccapo.
Scopriamo che continuando la navigazione e addentrandoci nelle diverse aree tematiche non ci sono veri e propri contenuti, ma link a siti esterni che vengono aperti in delle popup, non visualizzabili se è attivato il blocco per questo sito. Io speravo ci fosse qualcosa in più, sembra invece che Firenzerestauro.it sia un raccoglitore di link ad altri siti
Nei campi sopra elencati troviamo link a: CNR, Opificio, Università di Firenze ed altri enti. Nel campo Ricerca e Innovazione troviamo El.En Group e Falcon Instruments.
- Nel settore Operatività troviamo Nome, Ragione Sociale, Sede legale e Sede operativa di ditte e di operatori del restauro.
E’ assurdo, manca Seracini e l’Editech… comincio a pensare sia un mero e banalissimo “sito-pubblicità”. Chissà quanto ha pagato questa gente per farsi mettere su questo sito
- Nella zona Formazione ci sono i Soggetti Formativi, dall’accademia a svariati istituti fiorentini.
Qui termina la sezione la città del restauro, una bella pubblicità, ma niente di più. La sezione Informazioni, notizie ed eventi sembra essere più interessante e tra le varie voci c’è anche la voce blog: è possibile segnalare il proprio blog, dove per ora ne è segnalato solo uno. La sezione News manca di Feed anche se in futuro sarà possibile registrarsi ad una newsletter (antichi!)
Bello: c’è un dizionario del restauro e della diagnostica
Altre voci: eventi, restauri, associazioni, press, interviste, pubblicazioni, progetti, normativa, finanziamenti
Terza e ultima grande sezione: Forum e Strumenti.
Diciamo che dopo un lavoro fatto discretamente trovarsi in un forum phpbb non personalizzato a dovere mi ha fatto cadere le braccia. Continuo a chiedermi quanto hanno pagato gli enti per avere un misero link… e chi ci ha guadagnato.
Gli altri strumenti sono strumenti di contatto e “contatto diretto” che equivale ad un form per inviare email
Conclusioni: la fondazione Firenze 2010 secondo me, oltre ad aver sbagliato nome (nel 2010 cosa fanno?) ha sbagliato ad assumere Man (http://www.manadv.com/) per fare il sito che non è assolutamente al passo coi tempi (mentre Webdev per la gestione del database) . Offre pochi servizi, pochi contenuti (a parte il dizionario), e una sezione news senza feed. Bella l’idea di unire in un solo sito tutto su firenze e restauro, ma mi aspettavo qualcosa di più.
Madonna in Cartapesta del Bargello
E’ giunto alle dieci di questa mattina l’invito per andare all’inaugurazione della mostra “Jacopo Sansovino. Il Restauro della Madonna in Cartapesta del Bargello” che si terrà il 23 novembre presso la sala arazzi del complesso San Michele in Roma.
Ringrazio vivamente il direttore dell’ICR per l’invito nonchè Massimo Bonelli per avermelo inviato. Spero di poter partecipare nonostante gli impegni universitari. Il 23 ho laboratorio di conservazione dei manufatti che è obbligatorio e non pensavo di mancare.
Detto questo spieghiamo di cosa si tratta: E’ un’opera del Sansovino del XVI secolo eseguita in stucco e cartapesta policromi alta 60 cm. E’ stata probabilmente eseguita a Venezia dove l’artista si trasferì dopo il sacco di Roma del 1527.
Opera probabilmente del periodo veneziano del Sansovino, questo stucco rinnova la fiorente tradizione dei rilievi di tale tipo diffusi dalle botteghe del Ghiberti e di Jacopo della Quercia, componendovi suggestioni michelangiolesche e raffaellesche. L’artista sembra dare una personale soluzione a un problema stilistico che era stato anche di Sebastiano del Piombo.
Thais.it
Dopo il restauro sono comparsi nuovi elementi e nuovi colori che rendono l’opera molto interessante: sono comparse delle stelle dorate sullo sfondo blu, prima difficilmente apprezzabili; la gamma cromatica si è ampliata con la pulitura che ha permesso di apprezzare i colori originali e ricchi di nuovi dettagli.
Collaborazione Italia-Giappone
Multiquality approach to cultural heritage è il titolo del workshop che si terrà a Roma il 14 e 15 novembre presso le aule Marconi e Volterra della sede centrale dell’Ente, in piazzale Aldo Moro 7, organizzato dal Dipartimento Patrimonio Culturale del Cnr e promosso dal Ministero degli Affari Esteri, dalla Fondazione Italia Giappone, dal Media Integration, Communication Centre dell’Università di Firenze, dall’Istituto e Museo della Scienza della stessa città e dall’Enea.
Prima la cina, adesso il Giappone. E speriamo che l’arte sia un punto d’incontro tra i due paesi, con l’Italia come intermediario.
Più storia dell’arte
Sosteniamo la proposta di Rutelli: più storia dell’arte nelle scuole è il titolo che Patrimonio SOS ha dato al suo articolo di sostegno. Non me l’aspettavo certo da Rutelli, ma ovviamente onore al merito, l’iniziativa è lodevole. Ecco qui di seguito la lettera aperta dell’ANISA ( ASSOCIAZIONE NAZIONALE INSEGNANTI DI STORIA DELL’ARTE)
Lettera Aperta dell’Anisa agli
On. Francesco Rutelli, Ministro per i Beni e le Attività Culturali
eOn. Giuseppe Fioroni , Ministro della Pubblica Istruzione
Egregi Signori Ministri,
Nella intervista rilasciata dall’On. Rutelli a La Repubblica del 1 novembre scorso, comparsa con il titolo “ Più Storia dell’Arte nelle Scuole”, si legge : “ …Bisogna tornare ad insegnare Storia dell’arte nelle scuole, è incredibile che in un paese come l’Italia questa materia sia ridotta a pochissime ore di lezione nei licei classici e sia del tutto assente in molti indirizzi…… i ragazzi devono poter capire il contesto culturale in cui vivono e crescono…”.
Queste parole hanno certamente ridestato le aspettative dei tanti insegnanti di questa disciplina che da decenni cercano con impegno e passione di diffondere nelle giovani generazioni a loro affidate la conoscenza della storia dell’arte e del patrimonio.
E’ altresì importante promuovere la consapevolezza della straordinaria ricchezza e varietà di un patrimonio così capillarmente diffuso in tutto il territorio da rappresentare la vivente testimonianza di oltre duemila anni di storia, una storia che può essere studiata, e rivissuta camminando nelle piazze, nelle strade, di città, paesi, ma anche nelle campagne disseminate di antiche rovine, torri, ville, castelli……
Se la professione di insegnare nel nostro paese è diventata negli ultimi anni particolarmente priva di gratificazioni, quella dell’insegnante di storia dell’arte ha una frustrazione in più: quella di dover ridurre il suo insegnamento a continue gare con le ore che non ha, a mendicare ore per poter visitare con gli studenti la città in cui vivono e di cui spesso conoscono solo il tragitto casa-scuola o casa-cinema, bar, stadio…
Per questi motivi l’Anisa ritiene che questa intervista sia molto importante: perché vi si afferma con chiarezza e con forza per la prima volta da parte di chi ha responsabilità di governo ad alto livello, che conoscere la propria storia attraverso le testimonianze artistiche disseminate nel territorio del proprio paese è uno dei saperi irrinunciabili per chi va a scuola. Da questa affermazione dovrebbe conseguire logicamente che tutti gli studenti della fascia dell’obbligo (sedici anni) possano fruire di questo insegnamento quale che sia l’indirizzo prescelto. Il Ministro Rutelli afferma di avere avuto contatti in tal senso con il Ministro della Pubblica Istruzione Giuseppe Fioroni. Il Ministro in effetti in questi primi mesi di governo ha ripreso in mano la riforma della scuola secondaria superiore in cantiere da più di quaranta anni, consapevole dai tanti segnali che giungono da organismi di valutazione nazionali e internazionali che, nell’attesa di questo messianico evento, la scuola italiana sta andando di anno in anno lentamente a fondo.
Il “cacciavite” del Ministro Fioroni ha sicuramente molti aggiustamenti da portare a termine ed è giusta la sua affermazione che non si può ogni volta fare tabula rasa delle ipotesi precedenti. Pertanto l’Anisa che, al pari delle altre associazioni disciplinari, ha in questi anni sempre risposto con capacità propositiva alle richieste di carattere consultivo giunte dal Ministero per l’elaborazione di nuovi curricula, ribadisce la sua disponibilità ad ogni ipotesi di collaborazione e si augura che dalla convergenza di propositi tra i due Ministri si arrivi ad un rafforzamento dell’ insegnamento della nostra disciplina che consenta ai giovani cittadini di questo paese di conoscere ed amare quel Patrimonio che saranno chiamati a tutelare e conservare.La Presidente ( Teresa Calvano)
Questa lettera ci mostra come da parte dell’associazione ci sia disappunto per la mancanza di una vera educazione in questa materia. Concordo appieno, ma bisogna anche ricordare che sono molti i professori, anche di altre materie, che sprecano le ore al loro disposizione, con lezioni di scarsa qualità.
Se gli alunni non possono visitare i musei durante le ore di lezione perchè altrimenti rubano ore ad altre materie allora dovrebbe esserci un’agevolazione per permettere alle famiglie ed invogliare sia studenti che genitori a visitare per conto loro qualche museo. E’ inutile dare più ore ad una materia se poi il disinteresse rimane, sarebbero comunque ore sprecate; aiutiamo le famiglie a prendersi un weekend in nome dell’arte, è l’unico modo per discutere d’arte a 360° durante le due ore a disposizione settimanalmente.
L’Apoximenos di Lussino
E’ uno dei ritrovamenti più importanti dei nostri anni, una statua romana del primo secolo avanti Cristo che è rimasta fino al 1999 nel mar Adriatico vicino a Lussino. L’opificio delle Pietre Dure assieme alla provincia di Firenze la presenterà al pubblico italiano dal 1 ottobre 2006 al 30 gennaio 2007 a Palazzo Medici Riccardi.
La previdibilità oggi
Anche su Cons 2.0 scriviamo riguardo la conferenza che si terrà a Palazzo Franchetti riguardo una ricerca effettuata dal CNR sull’alluvione che colpì Venezia il 4 novembre 1966. E’ una conferenza molto importante dove verranno esposti i risultati ottenuti sullo studio metereologico di 45 anni precedenti l’alluvione, uno studio che ha stabilito la previdibilità dell’evento con i mezzi moderni e cosa fosse accaduto anticipandolo di 5 ore: la marea invece di raggiungere 1,94 m di altezza sopra il livello del mare avrebbe toccato i 2,30 m con una conseguente catastrofe per quanto riguarda il patrimonio veneziano, edifici e opere d’arte.
Anche questa è conservazione. La conferenza si terrà il 31 ottobre: “Venezia 4 novembre 1966 – cosa sarebbe potuto succedere- la previdibilità oggi” a Palazzo Franchetti per maggior informazioni: CNR News
Lascia un Commento
Lascia un Commento
Lascia un Commento