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Ferrara 2008 / Progetto Arte Poli

Anche quest’anno sarò a ferrara i primi di aprile. Questo vuol dire che è quasi passato un anno dal primo incontro con il rappresentante della ditta con la quale lavoro attualmente e con la quale probabilmente sarò presente al Salone del Restauro di Ferrara quest’anno: Progetto Arte Poli

La Progetto Arte Poli è da molti anni attiva nel campo del restauro, specialmente per quanto riguarda le vetrate artistiche. La progetto Arte Poli nasce infatti come vetreria artistica che ha raggiunto negli anni un successo internazionale. Grazie a questa esperienza e da molti anni che si applica con successo nel campo del restauro delle vetrate antiche, garantendo una incredibile qualità, sia tecnica che di materiale utilizzato, attingendo ad una vastissima gamma di vetri soffiati a bocca come vuole la tradizione, e potendo scegliere tra molteplici trame e colorazioni per raggiungere il miglior effetto e la miglior integrazione nel rispetto dell’opera.

Saremo con il nostro stand a Ferrara per qualsiasi domanda e delucidazione, nel frattempo potete visitare il nostro sito internet: http://www.progettoartepoli.com

Restituire le opere

E dopo l’obelisco Axum che proprio due anni fa è tornato in Etiopia, adesso è il momento della Venere di Cirene: il TAR del Lazio ha infatti deciso che deve essere restituita alla Libia, essendo stata ritrovata in territorio libico nel 1913.

Un po’ amarareggiato in effetti lo sono: siamo gli unici tanto generosi, al limite della stupidità, da privarci di opere di questo genere solo perchè rinvenute in un determinato periodo, momento e luogo?

Speriamo veramente serva a qualcosa, a sensibilizzare chi è in possesso di opere trafugate in passato o ottenute in modo discutibile.

Salone del restauro, Ferrara 2007

Non il miglior Salone visto quest’anno quello di Ferrara. Che Venezia stia spodestando il ruolo di punto di riferimento? Io spero di si, ma non posso ovviamente dirlo con certezza. Comunque sia la cosa che mi ha fatto più strano è stato che l’ultimo padiglione di Ferrara Fiere era praticamente mezzo vuoto.

Detto questo passiamo agli aspetti positivi: le solite grandi e piccole ditte, pochi gadget (asptto positivo? beh direi di si: è evidente che le ditte non hanno più voglia di farsi pubblicità regalando matite e portachiavi acquistando così maggior serietà) ma al tempo stesso Gadget di qualità (La borsa della Palladio è la migliore di tutti i tempi). Un po’ di Etnico, restauri particolari, innovativi, strumentazioni d’avanguardia e fotografia (ho incontrato anche Roberto Bigano in uno stand dedicato alla fotografia delle opere d’arte).

Nulla di negativo, forse i prezzi al bar…

Ho incontrato un sacco di professori e conoscenti: Anna di Art-Test con il loro scanner IR quasi rivoluzionario, Leonardo di CTS, e molti altri. La conferenza del professor Biscontin è stata interessante anche se era un incontro tecnico un po’ troppo pubblicitario. Comunque è sempre divertente ascoltare il nostro caro professore che ha ammesso di andar matto per l’aglio.

Una piccola gallery:

Salone del Restauro 2007 Salone del Restauro 2007 Salone del Restauro 2007 Salone del Restauro 2007 Salone del Restauro 2007 Salone del Restauro 2007 Salone del Restauro 2007 Salone del Restauro 2007 Salone del Restauro 2007 Salone del Restauro 2007

Una maschera di 2600 anni

Cari lettori di Cons-2.0 ecco una succosa novità per tutti gli appassionati di archeologia: è stata restaurata la maschera rinvenuta vicino ad Isernia, probabilmente un manufatto magnogreco, la cui funzione resta comunque dubbia. Oggetto di culto o maschera indossabile durante cerimonie rituali? Io propendo per la seconda ipotesi, visto il peso della maschera in bronzo e la sua forma ma probabilmente si resterà sempre nel campo delle ipotesi a meno che non si riesca a collegarla ad altri manufatti presenti nello scavo archeologico.

Foto e Articolo: Archeologia: è autentica e ha 2600 anni la maschera ritrovata vicino Isernia

Louvre Clonato

Alla fine ci sono riusciti: Il Louvre ha venduto il suo marchio e adesso potremmo avere un Louvre per ogni stato… un po’ come i Rock Cafè. Non vi piace l’idea? Neanche ai francesi, ma cosa ci volete fare, servivano soldi e hanno trovato il modo di farli velocemente. Alcuni dicono che lo scandalo più grosso sarebbe se lo stato francese si tenesse i soldi che in realtà servirebbero al museo più famoso del mondo, che con uno spropositato afflusso di turisti (specialmente dopo il boom del Codice Da Vinci, 8 milioni e mezzo di visitatori nel 2006) solo per il mantenimento deve spendere un’eresia.

Dovete sapere però che il Louvre ha un laboratorio di Restauro tutto suo, e come sappiamo questo genere di appendici costano parecchio in termini di personale ma anche materiali utilizzati. Per conto mio se la vendita di un nome può fare del bene all’arte, ben venga… no?

Altro aspetto da considerare sono i nuovi Louvre che verranno aperti tra poco: uno as Abu Dhabi (700 milioni di euro) e uno ad Atlanta. Impiantare un po’ di cultura ad Abu Dhabi, località dal turismo frenetico, dove i grattacieli spuntano come funghi, che produce 100 milioni di tonnellate di petrolio all’anno… insomma che non ha un’economia basata sull’arte e sulla cultura, probabilmente è un fatto positivo. Non si può non pensare la cosa in termini economici però e anche la critica francese vede il nome sfruttato solo per far soldi più che per portare l’arte nel mondo. Non ci resta che aspettare l’arrivo delle opere d’arte per vedere come verrà gestito il tutto e se è effettivamente così.

Tac ad un dipinto e cartelle cliniche

La Tac svela i segreti di Antonello un altro volto sotto l’annunziata. Mi fa pensare che indagini accurate non siano state eseguite durante il restauro, ma era ora in fondo che si pensasse di fare indagini di questo tipo. Il dott. Seracini, nostro ex professore, ci ha sempre detto che sarebbe il caso di aprire delle vere e proprie cartelle cliniche per le opere d’arte, e per noi del corso di scienze e tecnologie chimiche dell’università di venezia non è una novità. Il monitoraggio dovrebbe essere periodico e non un caso isolato ma esteso all’intero patrimonio culturale. E’ vero che la cosa sarebbe dispendiosa, anche se non so quanto sia il risparmio se si aspetta che l’opera dia segni visibili di cedimento prima di intervenire, per poi spendere milioni su milioni per restauri a volte mediocri.

Speriamo sia il primo passo verso un nuovo approccio alla conservazione delle opere d’arte.

Salone dei Beni e delle Attività Culturali 2006

Si è concluso oggi il salone che ha ospitato moltissime aziende, vecchie e nuove, moltissimi stand di regioni e associazioni.
Tra gli stand regionali/provinciali ha brillato sicuramente quello della provincia di Caserta, che non smetteva mai di offrire ai visitatori vere e proprie prelibatezze. Al secondo posto la regione Sicilia che ogni anno ha uno stand veramente enorme e mette a disposizione splendidi gadget. Quest’anno inoltre ha presentato una valida guida turistica digitale, praticamente un palmare geolocalizzato che a seconda delle coordinate fornisce contenuti audio video riguardo l’arte e la storia del luogo, veramente all’avanguardia e interessante.

restaurarestaura Hosted on Zooomr

Segnaliamo la neonata Art-Test di Pisa che effettua indagini diagnostiche per immagini, dalla riflettografia IR a scansione alla termografia (maggiori informazioni nel sito ufficiale); questa azienda ha esposto un moderno scanner per riflettografia IR. Anche quest’anno il nostro corso di laurea era presente con uno stand dove ragazzi volenterosi davano utili informazioni agli studenti interessati.

Sono riuscito a portarmi a casa un bel fascicolo sul veneto messo a disposizione dalla regione, con delle belle foto. :)

Beni Culturali e ICT

Firenzerestauro

Daniele Pipitone mi ricorda che, finalmente, il sito Firenzerestauro.it, di cui forse vi ho già parlato, ha aperto i battenti. I credit ospitano nomi di tutto rilievo: Nardini Editore per la redazione testi, foto di Antonio Quattrone, direzione scientifica diCristina Acidini (Soprintendente per il Polo Museale Fiorentino), direzione di ricerca Andrea Todorow (Conservatore Beni Culturali – Firenze), collaborazione di ricerca di Margherita Melani (Conservatrice Beni Culturali).

Non vi sembra strano che adesso i restauratori si facciano chiamare conservatori? Buon segno? Che stia cambiando la sensibilità verso una nuova conservazione (Cons-2.0) che dia un po’ più di rilievo e importanza alla diagnostica? Una direzione in tal senso è sicuramente la presenza di un direttore scientifico. Ma addentriamoci nel sito per vedere se è effettivamente così.

La città del restauro è divisa in 3 campi: ricerca, formazione e operatività.
Il sito in flash è accattivante anche se ho sempre qualche riserva riguardo questo mezzo di pubblicazione (non tutti hanno flash).

  • Ricerca: si divide in Ricerca, Diagnostica e Sviluppo/Innovazione.

Troviamo molte voci su materiali lapidei, litoidi e manufatti derivati; dipinti su tavola e tela; scultura lignea, in avorio e in cera; su materiali sintetici, assemblati, dipinti; manufatti in fibre naturali, artificiali (tecnofibre), pelle, cuoio, piume; Ceramica e Vetro, Manufatti metallici; Manufatti cartacei; Materiale Archivistico, fotografico, cinematografico; Strumenti musicali ad aria, corda e percussione; strumenti scientifici e tecnici.
Le stesse voci le troviamo nella parte Diagnostica (il che ci fa intuire quanto ricerca e diagnostica siano collegate tra loro).

Il brutto del flash è che bisogna dimenticarsi del tasto “indietro del browser” altrimenti ci tocca ricominciare daccapo.
Scopriamo che continuando la navigazione e addentrandoci nelle diverse aree tematiche non ci sono veri e propri contenuti, ma link a siti esterni che vengono aperti in delle popup, non visualizzabili se è attivato il blocco per questo sito. Io speravo ci fosse qualcosa in più, sembra invece che Firenzerestauro.it sia un raccoglitore di link ad altri siti

Nei campi sopra elencati troviamo link a: CNR, Opificio, Università di Firenze ed altri enti. Nel campo Ricerca e Innovazione troviamo El.En Group e Falcon Instruments.

  • Nel settore Operatività troviamo Nome, Ragione Sociale, Sede legale e Sede operativa di ditte e di operatori del restauro.

E’ assurdo, manca Seracini e l’Editech… comincio a pensare sia un mero e banalissimo “sito-pubblicità”. Chissà quanto ha pagato questa gente per farsi mettere su questo sito

  • Nella zona Formazione ci sono i Soggetti Formativi, dall’accademia a svariati istituti fiorentini.

Qui termina la sezione la città del restauro, una bella pubblicità, ma niente di più. La sezione Informazioni, notizie ed eventi sembra essere più interessante e tra le varie voci c’è anche la voce blog: è possibile segnalare il proprio blog, dove per ora ne è segnalato solo uno. La sezione News manca di Feed anche se in futuro sarà possibile registrarsi ad una newsletter (antichi!)

Bello: c’è un dizionario del restauro e della diagnostica
Altre voci: eventi, restauri, associazioni, press, interviste, pubblicazioni, progetti, normativa, finanziamenti

Terza e ultima grande sezione: Forum e Strumenti.
Diciamo che dopo un lavoro fatto discretamente trovarsi in un forum phpbb non personalizzato a dovere mi ha fatto cadere le braccia. Continuo a chiedermi quanto hanno pagato gli enti per avere un misero link… e chi ci ha guadagnato.
Gli altri strumenti sono strumenti di contatto e “contatto diretto” che equivale ad un form per inviare email

Conclusioni: la fondazione Firenze 2010 secondo me, oltre ad aver sbagliato nome (nel 2010 cosa fanno?) ha sbagliato ad assumere Man (http://www.manadv.com/) per fare il sito che non è assolutamente al passo coi tempi (mentre Webdev per la gestione del database) . Offre pochi servizi, pochi contenuti (a parte il dizionario), e una sezione news senza feed. Bella l’idea di unire in un solo sito tutto su firenze e restauro, ma mi aspettavo qualcosa di più.

Madonna in Cartapesta del Bargello

E’ giunto alle dieci di questa mattina l’invito per andare all’inaugurazione della mostra “Jacopo Sansovino. Il Restauro della Madonna in Cartapesta del Bargello” che si terrà il 23 novembre presso la sala arazzi del complesso San Michele in Roma.

Ringrazio vivamente il direttore dell’ICR per l’invito nonchè Massimo Bonelli per avermelo inviato. Spero di poter partecipare nonostante gli impegni universitari. Il 23 ho laboratorio di conservazione dei manufatti che è obbligatorio e non pensavo di mancare.

Detto questo spieghiamo di cosa si tratta: E’ un’opera del Sansovino del XVI secolo eseguita in stucco e cartapesta policromi alta 60 cm. E’ stata probabilmente eseguita a Venezia dove l’artista si trasferì dopo il sacco di Roma del 1527.

Opera probabilmente del periodo veneziano del Sansovino, questo stucco rinnova la fiorente tradizione dei rilievi di tale tipo diffusi dalle botteghe del Ghiberti e di Jacopo della Quercia, componendovi suggestioni michelangiolesche e raffaellesche. L’artista sembra dare una personale soluzione a un problema stilistico che era stato anche di Sebastiano del Piombo.

Thais.it

Dopo il restauro sono comparsi nuovi elementi e nuovi colori che rendono l’opera molto interessante: sono comparse delle stelle dorate sullo sfondo blu, prima difficilmente apprezzabili; la gamma cromatica si è ampliata con la pulitura che ha permesso di apprezzare i colori originali e ricchi di nuovi dettagli.

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