Archivio per la categoria ‘Strumenti’

Diagnostica per immagini – prima parte

L’osservazione di un’opera d’arte, anche ad occhio nudo, ci fornisce moltissime informazioni sul suo stato di conservazione: sollevamenti, decoesione, mancanze non necessitano certo di complicate analisi per essere rilevate. La luce, che dall’opera giunge all’osservatore, trasporta moltissime interesanti informazioni. E’ per questo motivo che un buon servizio fotografico è sicuramente il modo migliore per iniziare un intervento di restauro.

La disposizione di fonte e rivelatore rispetto all’opera influsce moltissimo sui risultati ottenuti. La luce solitamente utilizzata nei musei è una luce diffusa che valorizza al meglio l’opera d’arte eliminando qualsiasi riflesso speculare e che impedisce letture di tipo diagnostico. Del resto una luce frontale, nella stessa posizione della macchina fotografica utilizzata per catturare le immagini, è un buon modo per ottenere una fotografia sommaria dell’opera.

Se posizioniamo la luce in modo che passi radente la superficie dell’opera metteremo invece in evidenza i piccoli rilievi che ne caratterizzano, se presente, il degrado. La luce radente ci dà inoltre molte informazioni sulla tecnica utilizzata: è possibile osservare con chiarezza le giornate di un affresco, le pennellate di un dipinto ed eventualmente se queste pennellate sono state mantenute dopo il nostro restauro. Il fascio di luce deve essere parallelo alla superficie da fotografare, o comunque con un angolo ridotto, il fascio deve inoltre essere condensato e ridotto, mediante l’utilizzo di pannelli e lenti, in modo da aumentare il contrasto tra zone illuminate e zone in ombra, impedendo che la luce venga diffusa.
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Synchrotron

Università Ca Foscari, Venezia, 11/11/2005

Loïc Bertrand, Synchrotron SOLEIL Archaeology and Cultural Heritage interface

New opportunities for research on Heritage materials using third generation synchrotron imaging capabilities
[presto disponibile il ppt]

Materials studied for cultural Heritage research are usually highly heterogeneous and require a range of complementary techniques to be analysed. In most cases non-destructive methods are preffered either to preserve the integrity of the objects (non-invasive analysis) or to enable subsequent characterisation of the same sample. Alternatively micro-destructive methods will be chosen.

In both regards photon techniques are well suited to analyse a very wide range of ancient materials, and extremely high perfomance is obtained using synchrotron techniques that allow a strongly improved analytical sensitivity, simultaneous multi-technique characterisation and 2-d 3-d or time-resolved imaging.
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