Archivio per la categoria ‘Approfondimenti’
Arte medievale e degrado. Riflessioni.
E’ proprio il concetto di degrado che non è corretto. Il fatto che non si vedano opere che si sarebbe portati a definire “tecnologicamente avanzate” non vuol dire che ci sia un degrado.
E’ come dire che una casa in legno, seppur tecnologicamente avanzata, è un degrado rispetto alla casa in mattoni.
Il problema è che le manifatture barbariche erano legate alla vita degli stessi, come del resto l’arte è legata alla vita dell’artista, e i barbari non avevano certo bisogno di costruirsi grandi dimore o enormi statue, di costruirsi cose che durassero nel tempo se non potevano portarsele dietro durante i loro viaggi.
Di conseguenza la tecnologia, come al solito, evolve nel campo di applicazione, come nel caso delle armi durante la guerra. I romani avevano l’esigenza e di conseguenza la tecnica (non viceversa) per costruirsi un colosseo, senza l’esigenza non l’avrebbero costruito. I romani hanno l’esigenza di un foro romano, l’esigenza di innalzare grandi opere, mentre i barbari no.
Del resto come è possibile che un’arte che per molti, a mio parere ma non solo mio, erroneamente viene definita degradata rispetto alla romana riesca a condizionarla, modificarla, quasi annullarla senza acquisirne tutti i pregi e tutte le “avanzate tecnologie”? Ho già detto che, in effetti l’arte dei barbari è stata sicuramente influenzata da quella romana, e viceversa, ma è altrettanto vero che istintivamente riconosciamo come dell’arte romana rimanga ben poco nell’arte medievale italiana (quella stanziale intendo, e non quella nomade ovviamente, perchè, ed è questo molto importante, è difficile confrontare arte e tecnologia di due modi di vivere così differenti), manca proprio quel realismo che spesso si porta come testimonianza dell’avanzata tecnologia romana.
Con l’invasione barbarica sono morti di colpo tutti gli artisti romani soppiantati dagli artisti barbari? O piuttosto è cambiata la filosofia, il modo di vivere e di vedere la vita, la sensibilità religiosa, le esigenze dell’uomo. Non erano più necessarie raffigurazioni reali come quelle romane, verosimili, perchè del resto non si raffiguravano persone vere quanto piuttosto concetti, allegorie, simboli. Questo non è revisionismo, non è leggere il medioevo per qualcosa più grande di quello che è stato. E’ leggere l’arte come frutto della società, con rotture e cambiamenti a seconda degli eventi e dei cambiamenti di pensiero.
Fino adesso, non vi ho portato alcun esempio di tecnologia avanzata medievale, e tutto quello che ho detto in fondo si potrebbe ricondurre anche agli aborigeni australiani, che in effetti non hanno fatto in campo artistico passi tecnologici considerevoli (se non forse proprio graziea , o a causa di, l’ influsso dei conquistatori). Come ho già deto però i barbari erano nomadi e la loro tecnologia nel tempo è avanzata nella manifattura di piccoli oggetti: gioielli, piccole divinità, solitamente metalliche. L’intelligenza e la maestria si sono espresse al meglio in questo campo quindi, portando a decorazioni e a miniaturizzazioni incredibili. Pensa che esistono reperti di monili metallici decorati con sfere di dimensioni incredibilmente ridotte, che ancora oggi non si capisce come siano state create senza l’odierna tecnologia.
E’ una situazione simile a quella che dovettero affrontare gli studiosi con le piramidi, e non possiamo certo affermare che l’arte e la tecnologia egizia (o perchè no anche quella maya) fossero degradate rispetto alla medievale o alla romana o alla cinese, semplicemente si tratta di differenti culture, differenti popoli che hanno applicato l’intelligenza e la memoria storica per evolvere negli anni e nei secoli in modo differente (basti pensare all’incredibile risultato raggiunto dai maya in campo astronomico)
Dubito che molti dei lettori abbiano letto tutte le precedenti righe, spero di aver spiegato al meglio la mia posizione, derivante dallo studio dell’arte medievale (con un professore doc che ci ha fatto leggere un buon libro a riguardo), ma anche greco- romana e moderna. Se proprio vogliamo parlare di evoluzione dell’arte possiamo farlo considerandola parallelamente all’evoluzione di una stessa società (romana agli albori e romana all’apice del suo successo) allora forse potrei anche parlare di degrado, ma solo se si restringe il campo ad un unico aspetto dell’arte (arrivati i barbari la società non è più in grado di fare qualcosa, perchè nel tempo disimpara non essendo più necessaria).
Salone del restauro, Ferrara 2007
Non il miglior Salone visto quest’anno quello di Ferrara. Che Venezia stia spodestando il ruolo di punto di riferimento? Io spero di si, ma non posso ovviamente dirlo con certezza. Comunque sia la cosa che mi ha fatto più strano è stato che l’ultimo padiglione di Ferrara Fiere era praticamente mezzo vuoto.
Detto questo passiamo agli aspetti positivi: le solite grandi e piccole ditte, pochi gadget (asptto positivo? beh direi di si: è evidente che le ditte non hanno più voglia di farsi pubblicità regalando matite e portachiavi acquistando così maggior serietà) ma al tempo stesso Gadget di qualità (La borsa della Palladio è la migliore di tutti i tempi). Un po’ di Etnico, restauri particolari, innovativi, strumentazioni d’avanguardia e fotografia (ho incontrato anche Roberto Bigano in uno stand dedicato alla fotografia delle opere d’arte).
Nulla di negativo, forse i prezzi al bar…
Ho incontrato un sacco di professori e conoscenti: Anna di Art-Test con il loro scanner IR quasi rivoluzionario, Leonardo di CTS, e molti altri. La conferenza del professor Biscontin è stata interessante anche se era un incontro tecnico un po’ troppo pubblicitario. Comunque è sempre divertente ascoltare il nostro caro professore che ha ammesso di andar matto per l’aglio.
Una piccola gallery:
Convegno AIEDA-Abc
Il 31 gennaio 2007 si terrà a Roma un convegno dal titolo “Scienza e beni culturali. La diagnostica: formazione e professione“. L’incontro, organizzato dall’AIEDAbc (Associazione Italiana Esperti in Diagnostica Applicata ai beni culturali) si svolgerà presso l’Aula Grande del dipartimento di Scienze della Terra – “La Sapienza”.
Il convegno, che si svolge in un’unica giornata, intende instaurare un dialogo ed una prassi che dovrà divenire costante nel tempo, tra il mondo accademico e quello del lavoro, al fine sia di collaborare insieme nell’individuare la specificità della scienza nella conservazione dei beni culturali e le necessità formative scientifiche in grado di trasformarsi successivamente in competenze professionali, sia di orientare i partecipanti sulle imprese, sulle possibilità di occupazione e sull’organizzazione del settore dei beni culturali. Partendo dalla diagnostica applicata ai beni culturali, si intende effettuare una ricognizione critica della formazione e dello stato attuale del settore dei beni culturali, con particolare riferimento al corso in Scienze applicate ai Beni culturali, che rappresenta l’attuale formazione che esplicita in maniera più evidente rispetto ad altre (archeologia, architettura…) il binomio scienza e conservazione. Il Convegno si propone di affrontare il tema delle professioni operanti nel settore, arrivando a definire l’importanza dei beni culturali come settore occupazionale, il contributo della ricerca nonché la figura del conservatore scientifico. Esaurita l’analisi dello stato di fatto si procede all’analisi delle necessità degli enti amministrativi territoriali e delle imprese. Individuati gli aspetti teorici vengono presentate alcune realtà operanti nella diagnostica dei beni culturali.
Destinatari
Il convegno è aperto a tutti coloro che da specialisti, da studenti e docenti della conservazione dei beni culturali, da semplici interessati, da studenti, ricercatori e professionisti delle materie scientifiche, intendono approfondire lo stretto legame tra scienza e beni culturali, partecipando alla ricognizione critica dello stato attuale del settore dei beni culturali, fornendo pareri e suggerimenti per una migliore simbiosi tra scienza e conservazione, sia in ambito formativo che professionale
Per ulteriori informazioni su programma della giornata, iscrizioni e pernottamento visitare il sito dell’ AIEDAbc: www.aiedabc.it
Articolo di Daniele Pipitone
Salone dei Beni e delle Attività Culturali 2006
Si è concluso oggi il salone che ha ospitato moltissime aziende, vecchie e nuove, moltissimi stand di regioni e associazioni.
Tra gli stand regionali/provinciali ha brillato sicuramente quello della provincia di Caserta, che non smetteva mai di offrire ai visitatori vere e proprie prelibatezze. Al secondo posto la regione Sicilia che ogni anno ha uno stand veramente enorme e mette a disposizione splendidi gadget. Quest’anno inoltre ha presentato una valida guida turistica digitale, praticamente un palmare geolocalizzato che a seconda delle coordinate fornisce contenuti audio video riguardo l’arte e la storia del luogo, veramente all’avanguardia e interessante.
Segnaliamo la neonata Art-Test di Pisa che effettua indagini diagnostiche per immagini, dalla riflettografia IR a scansione alla termografia (maggiori informazioni nel sito ufficiale); questa azienda ha esposto un moderno scanner per riflettografia IR. Anche quest’anno il nostro corso di laurea era presente con uno stand dove ragazzi volenterosi davano utili informazioni agli studenti interessati.
Sono riuscito a portarmi a casa un bel fascicolo sul veneto messo a disposizione dalla regione, con delle belle foto.
Madonna in Cartapesta del Bargello
E’ giunto alle dieci di questa mattina l’invito per andare all’inaugurazione della mostra “Jacopo Sansovino. Il Restauro della Madonna in Cartapesta del Bargello” che si terrà il 23 novembre presso la sala arazzi del complesso San Michele in Roma.
Ringrazio vivamente il direttore dell’ICR per l’invito nonchè Massimo Bonelli per avermelo inviato. Spero di poter partecipare nonostante gli impegni universitari. Il 23 ho laboratorio di conservazione dei manufatti che è obbligatorio e non pensavo di mancare.
Detto questo spieghiamo di cosa si tratta: E’ un’opera del Sansovino del XVI secolo eseguita in stucco e cartapesta policromi alta 60 cm. E’ stata probabilmente eseguita a Venezia dove l’artista si trasferì dopo il sacco di Roma del 1527.
Opera probabilmente del periodo veneziano del Sansovino, questo stucco rinnova la fiorente tradizione dei rilievi di tale tipo diffusi dalle botteghe del Ghiberti e di Jacopo della Quercia, componendovi suggestioni michelangiolesche e raffaellesche. L’artista sembra dare una personale soluzione a un problema stilistico che era stato anche di Sebastiano del Piombo.
Thais.it
Dopo il restauro sono comparsi nuovi elementi e nuovi colori che rendono l’opera molto interessante: sono comparse delle stelle dorate sullo sfondo blu, prima difficilmente apprezzabili; la gamma cromatica si è ampliata con la pulitura che ha permesso di apprezzare i colori originali e ricchi di nuovi dettagli.
La previdibilità oggi
Anche su Cons 2.0 scriviamo riguardo la conferenza che si terrà a Palazzo Franchetti riguardo una ricerca effettuata dal CNR sull’alluvione che colpì Venezia il 4 novembre 1966. E’ una conferenza molto importante dove verranno esposti i risultati ottenuti sullo studio metereologico di 45 anni precedenti l’alluvione, uno studio che ha stabilito la previdibilità dell’evento con i mezzi moderni e cosa fosse accaduto anticipandolo di 5 ore: la marea invece di raggiungere 1,94 m di altezza sopra il livello del mare avrebbe toccato i 2,30 m con una conseguente catastrofe per quanto riguarda il patrimonio veneziano, edifici e opere d’arte.
Anche questa è conservazione. La conferenza si terrà il 31 ottobre: “Venezia 4 novembre 1966 – cosa sarebbe potuto succedere- la previdibilità oggi” a Palazzo Franchetti per maggior informazioni: CNR News
In diretta dal Workshop Unive
In questo momento sta esponendo la dott.sa Zendri riguardo la chimica applicata alla conservazione dei beni culturali.
Alcuni casi di studio effettuati dal gruppo di ricerca che si occupa di questo settore vengono presentati dettagliatamente: analisi effettuate sulle diverse opere, architettoniche e artistiche, analisi di interventi precedenti e mappature dei degradi.
Questo workshop organizato dall’università di Venezia, ha il duplice fine di presentare i lavori dei gruppi di ricerca dell’unversità e offrire agli studenti uno spunto per le future tesi di laurea. Il gruppo di ricerca legato al nostro corso sta riassumendo, con la voce della professoressa Zendri, lavori recenti e meno recenti, anche frutto di stage, tra i quali tesi di alcuni compagni di corso laureatisi recentemente.
Vengono presentate le collaborazioni con diversi enti internazionali, e le pubblicazioni e altre informazioni interessanti.
In diretta dal Workshop Unive
In questo momento sta esponendo la dott.sa Zendri riguardo la chimica applicata alla conservazione dei beni culturali.
Alcuni casi di studio effettuati dal gruppo di ricerca che si occupa di questo settore vengono presentati dettagliatamente: analisi effettuate sulle diverse opere, architettoniche e artistiche, analisi di interventi precedenti e mappature dei degradi.
Questo workshop organizato dall’università di Venezia, ha il duplice fine di presentare i lavori dei gruppi di ricerca dell’unversità e offrire agli studenti uno spunto per le future tesi di laurea. Il gruppo di ricerca legato al nostro corso sta riassumendo, con la voce della professoressa Zendri, lavori recenti e meno recenti, anche frutto di stage, tra i quali tesi di alcuni compagni di corso laureatisi recentemente.
Vengono presentate le collaborazioni con diversi enti internazionali, e le pubblicazioni e altre informazioni interessanti.
L’Ultima Cena Zoomify
Per vedere da vicino i risultati dell’ultimo restauro del capolavoro di Leonardo:
The Last Supper by Leonardo da Vinci – Zoomify in fullscreen
Il servizio permette di vedere tutte le mancanze e i nuovi ritocchi che hanno portato l’opera ad un risultato quasi evanescente. E anche vero che ora le linee leonardesce sono molto più evidenti. Le mancanze sono state portate sottotono per migliorare la lettura comunque compromessa dell’opera.
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