Tac ad un dipinto e cartelle cliniche
La Tac svela i segreti di Antonello un altro volto sotto l’annunziata. Mi fa pensare che indagini accurate non siano state eseguite durante il restauro, ma era ora in fondo che si pensasse di fare indagini di questo tipo. Il dott. Seracini, nostro ex professore, ci ha sempre detto che sarebbe il caso di aprire delle vere e proprie cartelle cliniche per le opere d’arte, e per noi del corso di scienze e tecnologie chimiche dell’università di venezia non è una novità. Il monitoraggio dovrebbe essere periodico e non un caso isolato ma esteso all’intero patrimonio culturale. E’ vero che la cosa sarebbe dispendiosa, anche se non so quanto sia il risparmio se si aspetta che l’opera dia segni visibili di cedimento prima di intervenire, per poi spendere milioni su milioni per restauri a volte mediocri.
Speriamo sia il primo passo verso un nuovo approccio alla conservazione delle opere d’arte.
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