Archivio per Maggio 2006|pagina archivio mensile

La Torre di Venezia

La sera del 27 maggio sarà una serata di festeggiamenti per la fine del restauro della Torre dell’Orologio a San Marco.
E’ un risultato importante e atteso, che porta finalmente alla luce gli anni di lavoro durante i quali la torre è a poco a poco tornata al suo antico splendore. L’architetto Mauro Codusso la progettò nel 1499 per chiudere piazza San Marco, e grazie a questo orologio i marinai potevano conoscere i movimenti delle maree e i mesi favorevoli alla navigazione indicando ora, fasi lunari e zodiacali.
I mori sulla sommità della torre battevano le ore ed erano un segno del potere veneziano. Il 27 batteranno 132 rintocchi tra festeggiameni e fuochi artificiali ideati da Marco Balich, ideatore degli spettacoli di apertura e chiusura delle olimpiadi di Torino.

È il simbolo della passata internazionalità di Venezia. Anche se qualche frammento del meccanismo originale dell’orologio può esser stato sostituito, credo che sia un dazio da pagare alla funzionalità: è un alto valore simbolico per la città veder riaffacciarsi la giostra dei Magi così come era stata messa a punto nell’Ottocento
Stefano Zecchi

Per ulteriori informazioni a riguardo Visitate VenE-map. Qui invece troverete informazioni sul restauro.

Update: La recensione dell’inaugurazione su Mike-Blog (la torre dell’orologio ha unito i miei blog :P )

L’Ultima Cena Zoomify

Per vedere da vicino i risultati dell’ultimo restauro del capolavoro di Leonardo:

The Last Supper by Leonardo da Vinci – Zoomify in fullscreen

Il servizio permette di vedere tutte le mancanze e i nuovi ritocchi che hanno portato l’opera ad un risultato quasi evanescente. E anche vero che ora le linee leonardesce sono molto più evidenti. Le mancanze sono state portate sottotono per migliorare la lettura comunque compromessa dell’opera.

Costo zero per le mura spagnole

Le mura cinquecentesche di milano cadono a pezzi: erbacce, tronchi. Il restauro ne permetterà il recupero, ma quanto costerà?
Niente, perchè pagherà tutto lo sponsor “Tmc pubblicità”. Non è l prima volta che questo sponsor si affianca a progetti di restauro Milanese anche se ovviamente parlimo sempre di restauro architettonico, con grandi spazi utilizzabili per la pubblicità che vengono a crearsi grazie alle temporanee impalcature. In questo caso 32 mesi di intervento durante il quale 2′520 metri quadri di pubblicità costeranno allo sponsor 800mila euro.

Milano – ricorda De Corato – è il primo Comune in Italia che ha adottato il bando di sponsorizzazione a costo zero per il restauro dei beni monumentali.
Un’altra importante testimonianza della collaborazione tra pubblico e privato per la tutela del patrimonio ambientale e culturale
[il giornale]

Quarant’anni dopo – Il duomo di Pozzuoli

Un incendio, un crollo. Ed ecco emergere un antico tempio romano chiamato Tempio di Augusto.
Sono cominciati dopo quarant’anni i restauri del monumento simbolo di Pozzuoli e termineranno nel 2008.

Per fortuna un frutto di questi quarant’anni è rimasto: A Rione Terra si terrà una mostra riguardo i 12 progetti che hanno partecipato al concorso di restauro. Una sfida difficile tra compagnie che dovevano riuscire in una grande impresa: portare il duomo alla sua originale funzione di culto e al tempo stesso valorizzare i nuovi reperti archeologici del Tempio di Augusto.
Il 5 maggio l’inaugurazione a palazzo De Fraja con un convegno sul tema Fare Architettura in Ambiente Archeologico. Dal 6 maggio al 4 giugno 2006 la mostra sarà aperta al pubblico dalle 9 alle 18 con ingresso gratuito.

Diagnostica per immagini – prima parte

L’osservazione di un’opera d’arte, anche ad occhio nudo, ci fornisce moltissime informazioni sul suo stato di conservazione: sollevamenti, decoesione, mancanze non necessitano certo di complicate analisi per essere rilevate. La luce, che dall’opera giunge all’osservatore, trasporta moltissime interesanti informazioni. E’ per questo motivo che un buon servizio fotografico è sicuramente il modo migliore per iniziare un intervento di restauro.

La disposizione di fonte e rivelatore rispetto all’opera influsce moltissimo sui risultati ottenuti. La luce solitamente utilizzata nei musei è una luce diffusa che valorizza al meglio l’opera d’arte eliminando qualsiasi riflesso speculare e che impedisce letture di tipo diagnostico. Del resto una luce frontale, nella stessa posizione della macchina fotografica utilizzata per catturare le immagini, è un buon modo per ottenere una fotografia sommaria dell’opera.

Se posizioniamo la luce in modo che passi radente la superficie dell’opera metteremo invece in evidenza i piccoli rilievi che ne caratterizzano, se presente, il degrado. La luce radente ci dà inoltre molte informazioni sulla tecnica utilizzata: è possibile osservare con chiarezza le giornate di un affresco, le pennellate di un dipinto ed eventualmente se queste pennellate sono state mantenute dopo il nostro restauro. Il fascio di luce deve essere parallelo alla superficie da fotografare, o comunque con un angolo ridotto, il fascio deve inoltre essere condensato e ridotto, mediante l’utilizzo di pannelli e lenti, in modo da aumentare il contrasto tra zone illuminate e zone in ombra, impedendo che la luce venga diffusa.
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