Blu Cobalto

Produzione del pigmento

L’isolamento del principio colorante blu dello Smaltino risale alla prima metà del 1700 dal chimico svedese Brandt. Nel 1777 Gahn e Wenzel produssero l’alluminato di Cobalto durante le ricerche sui composti di Cobalto; la scoperta del Blu Cobalto come pigmento si attribuisce a Louis Jaques Thénard nel 1802, anno dopo il quale si trova in commercio. Questo bel blu scuro, saturo e freddo ottenne molti consensi per la sua stabilità e per l’elevato potere coprente, tanto da rimpiazzare lo Smaltino.
L’alluminato di Cobalto(II) si ottiene mescolando 1 g circa di cloruro di Cobalto(II) (CoCl2.6H2O) e 5 g di cloruro di Alluminio, omogenizandoli in un mortaio e scaldando su fiamma (becco bunsen) per 3/4 minuti.

Proprietà e difetti

Il Blu Cobalto è un ottimo pigmento in tutte le tecniche, soprattutto per quanto riguarda la resistenza alla luce. Ha un effetto catalizzante sullo siccamento dell’olio, come il Piombo(II). Per questo può provocare fessurazioni se viene steso un film pittorico di Cobalto su strati non ancora asciutti.
Il Blu di Cobalto è suscettibile all’ingiallimento dell’olio, come tutti i colori dalle tonalità fredde, ma conferisce una tonalità più omogenea dell’Oltremare nei film spessi. Se non mescolato con tanto bianco, può apparire nero.

Scheda Tecnica

Nome pigmento
Blu Cobalto
Origine del nome
Dal tedesco medievale kobelt. Il Cobalto in natura si trova nella Smaltite che, esposta all’aria, forma il cosiddetto ”fiore di cobalto”, un cristallo fibroso noto ai minatori perché i composti dell’Arsenico contenuto nel minerale sono altamente tossici e corrosivi. Il minerale era comune nelle miniere di argento in Sassonia; questa sostanza dannosa veniva chiamata kobelt, nome attribuito agli gnomi e folletti che infestavano le miniere, tormentando i minatori
Altri nomi
Blu di Thenard, Blu porcellana, Oltremare di cobalto, Blu di Vienna, Blu reale, Blu di Leyden
Tipologia
Artificiale
Composizione chimica
CoO*Al2O3
Peso molecolare
176.90 g/mol
Origine
Inorganica
Proprietà ottiche
Non mostra nè birifrangenza nè pleocroismo
Densità
3.83 g/cm3
Indice di rifrazione
1.74
Particolarità
Resistente agli acidi ed alle basi, ma si altera in contatto con colori a base di rame
Tossicità
Il contatto con la pelle può dar luogo ad allergie, specie su gomiti, polsi e collo. L’inalazione cronica può provocare asma. L’ingestione può provocare senso di calore e scompensi gastrointestinali
Anno scoperta
1802
Scopritore
Louis Jaques Thénard
Periodo di utilizzo
Dal 1802 in poi
Tecniche
Affresco, tempera, olio ed encausto
Potere coprente
Buono
Stabilità
Luce Ottima
Umidità Ottima
Calce Ottima
Analisi per il riconoscimento §
Apparenza ad ingrandimento
Particelle rotonde blu puro, moderatamente fini e di dimensioni irregolari. Blu chiaro a luce trasmessa
Solubilità
3N HCl Insolubile
4N NaOH Insolubile
HNO3 conc. Insolubile
Effetto del calore
Nessuno
Test specifici
Il pigmento può essere portato in soluzione per fusione in un crogiolo di platino sia con persolfato sodico che con carbonato di sodio e perossido di sodio. La parte fusa viene estratto con acido nitrico diluito e possono essere svolte le prove per Co++ nella soluzione indicate per lo Smaltino. Al+++ può essere precipitato come AL(OH)3 dalla soluzione con l’addizione di Sodio idrossido

§ Gli esperimenti sono stati ricavati da articoli e libri tradotti dall’inglese ed altre lingue e non sono quindi frutto di una esperienza diretta.

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