Blu Cobalto
Produzione del pigmento
Il processo per produrre il Blu Cobalto dal fosfato di cobalto calcinato con allumina fu pubblicato per primo da L.J.Thénard nel 1802 in Francia, sebbene possa essere stato scoperto prima. Un altro processo (Leithner ) richiede l’utilizzo di arseniato di cobalto e allumina. Nei primi del 1800 questo pigmento rimpiazzò sul mercato lo Smaltino. Oggi il Blu Cobalto viene imitato con l’utilizzo di Oltremare Artificiale e ftalocianine.
Proprietà e difetti
Non è sensibile ad acidi e basi ed è resistente al calore, proprietà tipica dei pigmenti ottenuti per calcinazione. Inoltre ha un’ottima resistenza alla luce. Il cobalto catalizza la polimerizzazione degli oli per effetto di reazioni ossidoriduttive:
* = radicale
. = radicale
Il cobalto(III) si riduce a cobalto(II) acquistando un elettrone e formando un radicale. Il cobalto(II) in presenza di ossigeno molecolare si riossida a cobalto(III), fomando un anione ossigeno radicale. L’ossigeno radicale forma, con i cationi idrogeno presenti in soluzione, un nuovo radicale. Il cobalto(II) può anche reagire con un perossido per dare cobalto(III) e specie radicali. Man mano che la reazione procede, il cobalto si ossida e si riduce di continuo producendo sempre nuovi radicali che promuovono la polimerazzione dell’olio.
Scheda Tecnica
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Nome pigmento
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Blu Cobalto | ||
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Origine del nome
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Dal tedesco medievale kobel’t. Il Cobalto in natura si trova nella Smaltite che, esposta all’aria, forma il cosiddetto “fiore di cobalto”, un cristallo fibroso noto ai minatori perché i composti dell’Arsenico contenuto nel minerale sono altamente tossici e corrosivi. Il minerale era comune nelle miniere di argento in Sassonia; questa sostanza dannosa veniva chiamata kobel’t, nome attribuito agli gnomi e folletti che infestavano le miniere, tormentando i minatori | ||
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Altri nomi
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Blu di Thénard, Blu porcellana, Oltremare di cobalto, Blu di Vienna, Blu reale, Blu di Leyden | ||
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Tipologia
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Artificiale | ||
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Composizione chimica
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CoO*Al2O3 | ||
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Peso molecolare
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176.90 g | ||
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Origine
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Inorganica | ||
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Indice di rifrazione
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1.74 | ||
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Particolarità
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Resistente agli acidi ed alle basi, ma si altera al contatto con colori a base di rame | ||
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Tossicità
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Tossico | ||
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Anno della scoperta
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1802 | ||
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Scopritore
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Louis Jaques Thénard | ||
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Periodo di utilizzo
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Dal 1802 in poi | ||
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Tecniche
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Affresco, tempera, olio ed encausto | ||
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Potere coprente
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Buono | ||
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Stabilità
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Luce | Ottima | |
| Umidità | Ottima | ||
| Calce | Ottima | ||
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Analisi per il riconoscimento §
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Apparenza ad ingrandimento
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Particelle rotonde blu puro, moderatamente fini e di dimensioni irregolari. Blu chiaro a luce trasmessa | |
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Solubilità
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3N HCl | Insolubile |
| 4N NaOH | Insolubile | |
| HNO3 conc. | Insolubile | |
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Effetto del calore
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Nessuno | |
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Test specifici
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Il pigmento può essere portato in soluzione per fusione in un crogiolo di platino sia con persolfato sodico che con carbonato di sodio e perossido di sodio. La parte fusa viene estratto con acido nitrico diluito e possono essere svolte le prove per Co++ nella soluzione indicate per lo Smaltino. Al+++ può essere precipitato come AL(OH)3 dalla soluzione con l’addizione di sodio idrossido | |
§ Gli esperimenti sono stati ricavati da articoli e libri tradotti dall’inglese ed altre lingue e non sono quindi frutto di una esperienza diretta.
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