Lapislazzuli

Produzione del pigmento

La Lazurite, pietra da cui si ricava il pigmento, è molto dura ed è difficile separare i componenti; non è possibile separarli con acqua, come annotato nei testi Bizantini, poichè questo processo porterebbe ad una polvere grigia. Il blu Oltremare naturale viene estratto dal minerale lazurite mescolando con cera ed impastando in un bagno di lisciviazione diluito. I cristalli blu brillanti della Lazurite vengono così dilavati e raccolti.
Da una ricetta del IX sec.: separa le parti blu e riducile, su un pezzo di porfido, ad una polvere impalpable, che verrà amalgamata con l’olio di lino, poi prendi della colla in parti uguali alla cera, della resina del pino e della colofonia, diciamo, 8 once di ciascuno; ed aggiungi a questa colla 1/2 oncia dell’olio di lino, 2 once di olio di trementina e tanto più mastice. Poi prendi 4 parti di questa miscela e 1 del lapislazuli, macina con olio su un pezzo di porfido, mescola il tutto a caldo e lascialo riposare un mese, infine impasta completamente la miscela in acqua calda, finchè la parte blu si separa da essa e dopo alcuni giorni decanta il liquore. Questo blu Oltremare è straordinariamente bello.

Proprietà e difetti

Il blu di oltremare naturale ha un’alta stabilità alla luce, provata dal fatto che questo pigmento resiste intatto su opere con oltre 500 anni di vita. Esiste un disordine conosciuto come “malattia dell’oltremare” che è stato occasionalmente notato sui dipinti come uno scolorimento a chiazze grigiastre o giallastre che talvolta appare anche nell’oltremare artificiale usato industrialmente, prodotto dall’azione del diossido di zolfo atmosferico e dall’umidità. Un’altra causa potrebbe essere l’acidità di un olio o del medium pittorico oleo-resinoso: il lento siccamento di un olio nel tempo fa si che l’acqua sia assorbita causando rigonfiamenti, opacità del medium e quindi sbiancamento del film pittorico. Una variazione di tonalità e intensità del colore viene realizzata velando con altri colori, come l’ocra ed il bianco, il blu oltremare. L’elevato costo del pigmento rende necessaria questa tecnica, che evita la dispersione del pigmento in miscele.

Scheda Tecnica

Nome pigmento
Lapislazzuli
Origine del nome
Dall’Arabo al- lazward o il Persiano lajward, il colore blu
Altri nomi
Oltremare naturale, Lazzulite, Oltra marino, Lazur, Sappheiros, Lapislazzuli naturale, Bleu de Garance, Cynusscythico, Azzurro oltremarino, Azzurro di Baghdad
Tipologia
Naturale
Composizione chimica
(Na,Ca)8Al6Si6O24(S,SO4)- Na3Ca(Al3Si3O12)S
Peso molecolare
498.31 g
Percentuale in peso

Sodio 13.84% Na 18.66% Na2O
Calcio 8.04% Ca 11.25% CaO
Alluminio 16.24% Al 30.69% Al2O3
Silicio 16.91% Si 36.17% SiO2
Zolfo 6.43% S 6.43% S- -
-

-

-3.21% -O=S
Ossigeno 38.53% O
-
Origine
Inorganica
Minerale di provenienza
Lazurite
Classe mineralogica
Silicati
Sottoclasse mineralogica
Tectosilicati
Gruppo
Sodalite, feldspatoidi
Impurezze nel minerale
Calcite, Pirite, Pirosseni
Sistema cristallino
Triclino – Isometrico – Esatetraedrico
Abito cristallino
Massivo granulare, struttura comunemente osservata nei graniti e nelle rocce ignee
Dimensione cella
a = 9.105, Z = 2; V = 754.81 Den(Calc)= 2.19
Proprietà ottiche
Anisotropo
Colore
Blu, blu azzurro, blu violaceo, blu verdastro
Lucentezza
Vitrea – smorzata
Trasparenza
Da traslucido ad opaco
Clivaggio
[110], imperfetto
Frattura
Concoide
Durezza (Scala Mohs)
5 – 5.5
Densità
2.38 – 2.42 g/cm3
Gravità specifica
2.3 – 2.4
Striscio
Blu chiaro brillante
Indice di rifrazione
1.5 – 1.522
Fluorescenza
Intensa, bianca
Difrattometria Raggi X
Per intensità (I/Io): 3.71(1), 2.62(0.8), 2.87(0.45)
Particolarità
Facilmente alterabile in acidi, assume colorazione grigiastra
Provenienza
Kokcha River valley, Afghanistan; Ovalle, Cordillera, Chile; vicino al Lago Baikal, Russia; Mt. Vesuvio, Italia; Cascade Canyon, San Bernardino Mountains e Ontario Peak, California e nelle Sawatch Mountains, Colorado, USA
Periodo di utilizzo
Conosciuto dal VI-VII sec. DC, usato soprattutto dal 1300 al 1800
Tecniche
Affresco, tempera, olio ed encausto
Potere coprente
Buono
Stabilità
Luce Buona
Umidità Buona
Calce Buona
Analisi per il riconoscimento §
Apparenza ad ingrandimento
Chiaro, spesso particelle lievemente blu purpureo di dimensione e forma irregolare. Possono essere presenti particelle di calcite, birifrangente, e particelle di piriti di ferro
Solubilità
3N HCl Diventa bianco e si produce un’effervescenza di H2S (questo si rileva spesso dall’odore di uova marce)
4N NaOH Insolubile
HNO3 conc. Reagisce lentamente, il colore cambia in giallo pallido
Effetto del calore
Nessuno
Test specifici
Prove per solfuro di idrogeno sviluppato dal trattamento con acido cloridrico
1- Reagente sodio azide/iodio: una goccia di acido diluito viene aggiunta al pigmento, seguita da una goccia di reagente sodio azide/iodio (1 gr di sodio azide, 1 gr di potassio ioduro e un piccolo cristallo di iodio in 3 ml di acqua). Le bolle di azoto salgono in superficie e il colore arancio del reagente svanisce se è presente solfuro. In assenza di solfuro invece rimane
2- La presenza di H2S può essere accertata con l’’annerimento di carta all’acetato di piombo o piombito di sodio, oppure di un filo d’argento immerso nella goccia. La reazione è portata a completamento in modo più efficace in una capsula coperta con un vetrino d’orologio, che previene la fuoriuscita di H2S (gassoso)

§ Gli esperimenti sono stati ricavati da articoli e libri tradotti dall’inglese ed altre lingue e non sono quindi frutto di una esperienza diretta.

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