Archivio per Novembre 2005|pagina archivio mensile
Tadao
Tadao Ando, architetto giapponese, ha firmato il progetto di restauro di Palazzo Grassi. La direzionedei lavori sarà affidata a Brandolin Dottor Group, azienda esperta in restauro artistico e architettonico. Il tutto entro la fine di marzo 2006.
Tadao è nato ad Osaka nel 1941 ed è, come abbiamo detto, un architetto, mediatore tra gli insegnamenti europei e la tradizione giapponese. Leggo che si rifà a Le Corbusier.
Tadao ha un sito internet… che a dire la verità mi mette un po’ paura se penso a Palazzo Grassi… anche il cui sito pare essere in restauro.
Azzurrite
Produzione del pigmento
L’Azzurrite è una pietra piuttosto comune e la produzione del pigmento a partire dal minerale è relativamente semplice: si riduce in polvere, che viene poi lavata e setacciata. La macinazione del minerale influisce fortemente sulla tonalità finale del pigmento, che può variare da blu scuro (polvere grossolana) ad azzurro (polvere fine); d’altra parte, se non macinato a sufficienza, la polvere risulta troppo sabbiosa e granulosa, inadatta ad essere utilizzata come pigmento. Il minerale fu uno dei pigmenti più importanti e più utilizzati durante il Medioevo ed il Rinascimento nella pittura Europea. Nel metodo medievale di produzione veniva incluso un lavaggio, per rimuovere ogni tipo di impurità (specie di origine organica) e la separazione dei diversi grani tramite un processo di levigazione. Il metodo con acqua semplice era lento e laborioso, perciò venivano usate soluzioni di sapone, gomma e liscivia. Quando l’Azzurrite era stata lavata, le particelle molto fini apparivano piuttosto pallide e verdastre e non molto adatte per la pittura. I grani migliori erano grezzi ma non sabbiosi, ed avevano un buon potere coprente.
Pigmenti
I pigmenti sono sostanze organiche o inorganiche che vengono disperse in un legante. Essi hanno la particolare caratteristica di non interagire chimicamente con il legante (solitamente liquido) e non creano soluzioni, a differenza dei coloranti che vengono dissolti in un opportuno solvente per creare una soluzione. I pigmenti propriamente detti sono quasi tutti inorganici, di derivazione naturale (da minerali e terre) o artificiale. Alcune sostanze organiche, tuttavia, sono insolubili e possono essere utilizzate come pigmento. Per lo più si tratta di sostanze bituminose o residui della combustione e si differenziano dai pigmenti inorganici per la granulometria; si presentano, infatti, come polveri sottili, impalpabili, con potere coprente scarso se dissolte pure nel legante. Il colore varia da nero a marrone e possono essere utilizzate per velature in modo da “scaldare” il colore e renderlo saturo. Le sostanze bituminose, essendo oleose, danno buone prestazioni nella pittura ad olio, ma sono inadatte per le altre tecniche. I neri provenienti da combustione, invece, possono essere utilizzati anche in altre tecniche. Esistono anche dei particolari “pigmenti” ottenuti per precipitazione di coloranti o con poliacidi (fosfomolibdico, fosfotungstico o fosfotungstomolibdico) o come sali insolubili di cationi metallici. Il precipitato viene poi fissato con un mordente (sulle stoffe) oppure supportato con allume ed utilizzato come sostanza colorante anche nelle Belle Arti con il nome di lacca. Le lacche non sono veri e propri pigmenti e talvolta vengono classificate come essiccanti. La trattazione delle lacche verrà fatta a parte, sotto la categoria Coloranti, poiché dal punto di vista chimico essere presentano proprietà e difetti tipici dei coloranti.
Synchrotron
Università Ca Foscari, Venezia, 11/11/2005
Loïc Bertrand, Synchrotron SOLEIL Archaeology and Cultural Heritage interface
New opportunities for research on Heritage materials using third generation synchrotron imaging capabilities
[presto disponibile il ppt]
Materials studied for cultural Heritage research are usually highly heterogeneous and require a range of complementary techniques to be analysed. In most cases non-destructive methods are preffered either to preserve the integrity of the objects (non-invasive analysis) or to enable subsequent characterisation of the same sample. Alternatively micro-destructive methods will be chosen.
In both regards photon techniques are well suited to analyse a very wide range of ancient materials, and extremely high perfomance is obtained using synchrotron techniques that allow a strongly improved analytical sensitivity, simultaneous multi-technique characterisation and 2-d 3-d or time-resolved imaging.
Continua a leggere…
Lascia un Commento
Commenti (4)
Lascia un Commento