Chiuso per Ferie

Questo blog da oggi è chiuso per ferie.

Tornerò in un futuro prossimo venturo.

Buona vita.

PS: se volete continuare a leggere qualcosa sottoscrivete questo:

http://miketrevis.posterous.com/

Restaura 2008 a Verona

Forse per lo spostamento, forse per una carente organizzazione e pubblicità, probabilmente complice anche la crisi se vogliamo, Restaura 2008 è stata decisamente sottotono. Anche quest’anno il nostro stand, grande e luminoso ha incuriosito e affascinato molti per i lavori di restauro degli ultimi anni che abbiamo presentato con orgoglio.

Spero che questo non sia l’inizio di un andamento in discesa, piuttosto il primo passo verso la decentralizzazione del settore restauro verso la sicuramente più competitiva Verona, in concomitanza alla proposta da parte della regione e delle soprintendenze di creare una scuola regionale per il restauro come quella di Venaria Reale.

Comunque sia non sono mancati gli espositori, non sono mancate le regioni, non sono mancati gli studenti del corso di tecnologie per il restauro di venezia anche se ovviaamente non c’era il loro stand.

Alla prossima!

Citazioni e Realtà nel Restauro

Erri De Luca: La più intensa lealtà, osando il restauro dell’irreparabile, coincide con la contraffazione.Suo padre era stato un restauratore di vasi prima di lui.

Philip_K._Dick: Così anche Joe riparava vasi; praticamente qualsiasi tipo di oggetto in ceramica proveniente dai Vecchi Tempi, prima della guerra, quando non tutto era fatto di plastica. Un vaso in ceramica era una cosa meravigliosa, e tutti quelli che lui restaurava si trasformavano in qualcosa che Joe avrebbe amato, che non avrebbe dimenticato mai più; la forma di quell’oggetto, la sua composizione e il suo smalto restavano impressi in lui nel corso degli anni. Tuttavia quasi nessuno aveva bisogno del suo lavoro, delle sue prestazioni. Rimanevano troppo pochi oggetti in ceramica, e chi li possedeva prendeva mille precauzione affinché non si rompessero.

Maurizio Milani: Con nessuna competenza particolare, abbiamo cominciato a ponteggiare e restaurare beni storici, senza permesso. Il primo lavoro è stata una parete affrescata dal Tiepolo in una stupenda residenza dell’epoca. Dovevamo farla tornare allo splendore di un tempo. Vuoi perché era la prima volta e non avevamo esperienza, vuoi perché ci vuole pazienza e noi alle cinque dovevamo andare a vedere una gara di saettate, gli abbiamo dato una mano di calce.

Cercando in rete citazioni sul restauro, si trova qualcosa, ma non è certo rassicurante, sembra rispecchiare una realtà diversa da quella sponsorizzata e pubblicizzata, la realtà di un opificio piuttosto che di un centro nazionale. Ci sono realtà piccole che operano nel campo del restauro, a volte illegalmente, a volte al limite della legalità, a volte supportati dall’autorità ecclesiastica di un prete di campagna piuttosto che da un vescovo di rilievo, senza controllo e causando danni più che restauri.

Cosa fare?

Arte medievale e degrado. Riflessioni.

E’ proprio il concetto di degrado che non è corretto. Il fatto che non si vedano opere che si sarebbe portati a definire “tecnologicamente avanzate” non vuol dire che ci sia un degrado.

E’ come dire che una casa in legno, seppur tecnologicamente avanzata, è un degrado rispetto alla casa in mattoni.
Il problema è che le manifatture barbariche erano legate alla vita degli stessi, come del resto l’arte è legata alla vita dell’artista, e i barbari non avevano certo bisogno di costruirsi grandi dimore o enormi statue, di costruirsi cose che durassero nel tempo se non potevano portarsele dietro durante i loro viaggi.
Di conseguenza la tecnologia, come al solito, evolve nel campo di applicazione, come nel caso delle armi durante la guerra. I romani avevano l’esigenza e di conseguenza la tecnica (non viceversa) per costruirsi un colosseo, senza l’esigenza non l’avrebbero costruito. I romani hanno l’esigenza di un foro romano, l’esigenza di innalzare grandi opere, mentre i barbari no.

Del resto come è possibile che un’arte che per molti, a mio parere ma non solo mio, erroneamente viene definita degradata rispetto alla romana riesca a condizionarla, modificarla, quasi annullarla senza acquisirne tutti i pregi e tutte le “avanzate tecnologie”? Ho già detto che, in effetti l’arte dei barbari è stata sicuramente influenzata da quella romana, e viceversa, ma è altrettanto vero che istintivamente riconosciamo come dell’arte romana rimanga ben poco nell’arte medievale italiana (quella stanziale intendo, e non quella nomade ovviamente, perchè, ed è questo molto importante, è difficile confrontare arte e tecnologia di due modi di vivere così differenti), manca proprio quel realismo che spesso si porta come testimonianza dell’avanzata tecnologia romana.

Con l’invasione barbarica sono morti di colpo tutti gli artisti romani soppiantati dagli artisti barbari? O piuttosto è cambiata la filosofia, il modo di vivere e di vedere la vita, la sensibilità religiosa, le esigenze dell’uomo. Non erano più necessarie raffigurazioni reali come quelle romane, verosimili, perchè del resto non si raffiguravano persone vere quanto piuttosto concetti, allegorie, simboli. Questo non è revisionismo, non è leggere il medioevo per qualcosa più grande di quello che è stato. E’ leggere l’arte come frutto della società, con rotture e cambiamenti a seconda degli eventi e dei cambiamenti di pensiero.

Fino adesso, non vi ho portato alcun esempio di tecnologia avanzata medievale, e tutto quello che ho detto in fondo si potrebbe ricondurre anche agli aborigeni australiani, che in effetti non hanno fatto in campo artistico passi tecnologici considerevoli (se non forse proprio graziea , o a causa di, l’ influsso dei conquistatori). Come ho già deto però i barbari erano nomadi e la loro tecnologia nel tempo è avanzata nella manifattura di piccoli oggetti: gioielli, piccole divinità, solitamente metalliche. L’intelligenza e la maestria si sono espresse al meglio in questo campo quindi, portando a decorazioni e a miniaturizzazioni incredibili. Pensa che esistono reperti di monili metallici decorati con sfere di dimensioni incredibilmente ridotte, che ancora oggi non si capisce come siano state create senza l’odierna tecnologia.

E’ una situazione simile a quella che dovettero affrontare gli studiosi con le piramidi, e non possiamo certo affermare che l’arte e la tecnologia egizia (o perchè no anche quella maya) fossero degradate rispetto alla medievale o alla romana o alla cinese, semplicemente si tratta di differenti culture, differenti popoli che hanno applicato l’intelligenza e la memoria storica per evolvere negli anni e nei secoli in modo differente (basti pensare all’incredibile risultato raggiunto dai maya in campo astronomico)

Dubito che molti dei lettori abbiano letto tutte le precedenti righe, spero di aver spiegato al meglio la mia posizione, derivante dallo studio dell’arte medievale (con un professore doc che ci ha fatto leggere un buon libro a riguardo), ma anche greco- romana e moderna. Se proprio vogliamo parlare di evoluzione dell’arte possiamo farlo considerandola parallelamente all’evoluzione di una stessa società (romana agli albori e romana all’apice del suo successo) allora forse potrei anche parlare di degrado, ma solo se si restringe il campo ad un unico aspetto dell’arte (arrivati i barbari la società non è più in grado di fare qualcosa, perchè nel tempo disimpara non essendo più necessaria).

Ferrara 2008 / Progetto Arte Poli

Anche quest’anno sarò a ferrara i primi di aprile. Questo vuol dire che è quasi passato un anno dal primo incontro con il rappresentante della ditta con la quale lavoro attualmente e con la quale probabilmente sarò presente al Salone del Restauro di Ferrara quest’anno: Progetto Arte Poli

La Progetto Arte Poli è da molti anni attiva nel campo del restauro, specialmente per quanto riguarda le vetrate artistiche. La progetto Arte Poli nasce infatti come vetreria artistica che ha raggiunto negli anni un successo internazionale. Grazie a questa esperienza e da molti anni che si applica con successo nel campo del restauro delle vetrate antiche, garantendo una incredibile qualità, sia tecnica che di materiale utilizzato, attingendo ad una vastissima gamma di vetri soffiati a bocca come vuole la tradizione, e potendo scegliere tra molteplici trame e colorazioni per raggiungere il miglior effetto e la miglior integrazione nel rispetto dell’opera.

Saremo con il nostro stand a Ferrara per qualsiasi domanda e delucidazione, nel frattempo potete visitare il nostro sito internet: http://www.progettoartepoli.com

Restaura a Venezia 2007

La fiera del restauro di Venezia sorprende ogni anno, nonostante le dimensioni ridotte rispetto al salone di Ferrara. Non ho potuto scriverne prima, e questo è il primo anno che vado da lavoratore e non da studente.

Come spesso accade non si va per uno specifico prodotto ma per dare un’occhiata e vedere se ci sono prodotti che possono risolvere i problemi che solitamente riscontriamo in azienda, o opportunità per fare qualcosa di nuovo. Questa volta invece siamo andati proprio per uno strumento e siamo stati contenti di averlo trovato. In questo modo non ho potuto visitare la fiera con l’occhio dello studente, partecipando a convegni per esempio, anzi la parte migliore è stato il pranzo allo “stand” in realtà un vero e proprio ristorante in fiera a menu semi-fisso.

A detta del capo la fiera è cresciuta rispetto agli altri anni, ma mi duole ammettere che di restauro non c’è poi granchè, incentrandosi per metà sulla sponsorizzazione di attività culturali. Sicuramente mi aspettavo qualcosa di più, vuoi perchè il tempo passa, vuoi perchè adesso sono io ad avere altre necessità.

Niente foto… niente che valesse veramente la pena.

Restituire le opere

E dopo l’obelisco Axum che proprio due anni fa è tornato in Etiopia, adesso è il momento della Venere di Cirene: il TAR del Lazio ha infatti deciso che deve essere restituita alla Libia, essendo stata ritrovata in territorio libico nel 1913.

Un po’ amarareggiato in effetti lo sono: siamo gli unici tanto generosi, al limite della stupidità, da privarci di opere di questo genere solo perchè rinvenute in un determinato periodo, momento e luogo?

Speriamo veramente serva a qualcosa, a sensibilizzare chi è in possesso di opere trafugate in passato o ottenute in modo discutibile.

Salone del restauro, Ferrara 2007

Non il miglior Salone visto quest’anno quello di Ferrara. Che Venezia stia spodestando il ruolo di punto di riferimento? Io spero di si, ma non posso ovviamente dirlo con certezza. Comunque sia la cosa che mi ha fatto più strano è stato che l’ultimo padiglione di Ferrara Fiere era praticamente mezzo vuoto.

Detto questo passiamo agli aspetti positivi: le solite grandi e piccole ditte, pochi gadget (asptto positivo? beh direi di si: è evidente che le ditte non hanno più voglia di farsi pubblicità regalando matite e portachiavi acquistando così maggior serietà) ma al tempo stesso Gadget di qualità (La borsa della Palladio è la migliore di tutti i tempi). Un po’ di Etnico, restauri particolari, innovativi, strumentazioni d’avanguardia e fotografia (ho incontrato anche Roberto Bigano in uno stand dedicato alla fotografia delle opere d’arte).

Nulla di negativo, forse i prezzi al bar…

Ho incontrato un sacco di professori e conoscenti: Anna di Art-Test con il loro scanner IR quasi rivoluzionario, Leonardo di CTS, e molti altri. La conferenza del professor Biscontin è stata interessante anche se era un incontro tecnico un po’ troppo pubblicitario. Comunque è sempre divertente ascoltare il nostro caro professore che ha ammesso di andar matto per l’aglio.

Una piccola gallery:

Salone del Restauro 2007 Salone del Restauro 2007 Salone del Restauro 2007 Salone del Restauro 2007 Salone del Restauro 2007 Salone del Restauro 2007 Salone del Restauro 2007 Salone del Restauro 2007 Salone del Restauro 2007 Salone del Restauro 2007

Una maschera di 2600 anni

Cari lettori di Cons-2.0 ecco una succosa novità per tutti gli appassionati di archeologia: è stata restaurata la maschera rinvenuta vicino ad Isernia, probabilmente un manufatto magnogreco, la cui funzione resta comunque dubbia. Oggetto di culto o maschera indossabile durante cerimonie rituali? Io propendo per la seconda ipotesi, visto il peso della maschera in bronzo e la sua forma ma probabilmente si resterà sempre nel campo delle ipotesi a meno che non si riesca a collegarla ad altri manufatti presenti nello scavo archeologico.

Foto e Articolo: Archeologia: è autentica e ha 2600 anni la maschera ritrovata vicino Isernia

Louvre Clonato

Alla fine ci sono riusciti: Il Louvre ha venduto il suo marchio e adesso potremmo avere un Louvre per ogni stato… un po’ come i Rock Cafè. Non vi piace l’idea? Neanche ai francesi, ma cosa ci volete fare, servivano soldi e hanno trovato il modo di farli velocemente. Alcuni dicono che lo scandalo più grosso sarebbe se lo stato francese si tenesse i soldi che in realtà servirebbero al museo più famoso del mondo, che con uno spropositato afflusso di turisti (specialmente dopo il boom del Codice Da Vinci, 8 milioni e mezzo di visitatori nel 2006) solo per il mantenimento deve spendere un’eresia.

Dovete sapere però che il Louvre ha un laboratorio di Restauro tutto suo, e come sappiamo questo genere di appendici costano parecchio in termini di personale ma anche materiali utilizzati. Per conto mio se la vendita di un nome può fare del bene all’arte, ben venga… no?

Altro aspetto da considerare sono i nuovi Louvre che verranno aperti tra poco: uno as Abu Dhabi (700 milioni di euro) e uno ad Atlanta. Impiantare un po’ di cultura ad Abu Dhabi, località dal turismo frenetico, dove i grattacieli spuntano come funghi, che produce 100 milioni di tonnellate di petrolio all’anno… insomma che non ha un’economia basata sull’arte e sulla cultura, probabilmente è un fatto positivo. Non si può non pensare la cosa in termini economici però e anche la critica francese vede il nome sfruttato solo per far soldi più che per portare l’arte nel mondo. Non ci resta che aspettare l’arrivo delle opere d’arte per vedere come verrà gestito il tutto e se è effettivamente così.

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